Agnese continua a preoccuparsi di quello che dicono gli altri. Ora è la volta della vicina… Armando, invece, preferisce vivere il suo amore rubando spazi e baci.
In atelier Dora sale a provarsi un abito per un appuntamento galante. Non è particolarmente entusiasta del suo corteggiatore, ma sempre meglio di niente… Andrà a vedere La Notte, lo stesso film che ha conquistato Agnese. Com’è? Chiede Dora alla nostra Amato. Non ne ho idea, le assicura. Come? Ma se ieri l’ho vista uscire dal cinema? No, ti sbagli. Solo che agli accenni di Dora sul film, Agnese si tradisce correggendola e Gabriella, rimaste sole, le fa notare che non c’è nulla di male a concedersi dei piccoli divertimenti…
Dolce risveglio per Umberto e Adelaide, ma il tè è freddo e il latte è caldo. Così la povera cameriera è costretta a rimediare al suo errore, ma quando torna, la contessa si è innervosita per il rifiuto del commendatore di una gita al lago di Como, per mantenere fede a un appuntamento con Federico. Così il caffè e il tè possono anche aspettare.
In magazzino, Armando richiama Rocco. I pacchi che lui e Pietro dovevano sistemare lo scorso pomeriggio sono ancora là. Rocco prova a giustificarsi, ma Armando non è convinto. Quando poi trova anche una cicca di sigaretta va su tutte le furie e il nostro Amato è costretto a confessare: a me non piace fare la spia, ma quello, quando lei non c’è, fa tutto quello che gli pare.
Rocco non sei una spia, sei un lavoratore che rivendica il diritto di lavorare nel rispetto delle regole. Sì, ma Pietro è il nipote del padrone. Per me può essere anche figlio dell’Altissimo, dove sono io tutti sono uguali e devono rispettare le regole. Sale da Vittorio e gli racconta tutto.
Così il nostro Conti scende in magazzino, senza preavviso, e sorprende Rocco esasperato che cerca di riprendere a suo modo Pietro che non gli presta la minima attenzione, preferendo continuare il suo solitario, invece di tornare al lavoro.
Vittorio va su tutte le furie, cercando di scuoterlo. Non ti rendi conto che non avresti neppure un amico con cui spendere i soldi che hai provato a rubare? Pietro lo ascolta apparentemente distratto e in serata, prima della chiusura, approfitta di una consegna affidata da Dora a Rocco per lunedì, per invertire le bolle di consegna, scambiando i vestiti che dovranno indossare due signore invitate allo stesso evento. Una piccola vendetta nei confronti del suo collega che non ha tenuto la bocca chiusa.
In caffetteria Laura ha lasciato a Salvatore il compito di controllare il forno con i biscottini che ha preparato tra la notte e il mattino, ma Marcello e Salvatore si perdono in chiacchiere con Armando e i biscotti vanno in fumo.
Così, quando il nostro Amato lo dice a Laura, lei va su tutte le furie, tirandogli dietro la ricetta: ora arrangiatevi!
Adelaide alla ricerca di una foto sua con il commendatore, nello studio di Umberto, si imbatte in quella del nostro banchiere con Federico, in un ingrandimento.
Così chiama Italo e gli chiede: la signora Cattaneo quando ha lavorato per Umberto? Nella metà degli anni Trenta. Riccardo era già nato? Sì, ma era piccolo. Riccardo e Federico sono coetanei! realizza la nostra contessa e congedato Italo si mette a rovistare tra le cose di Umberto, per poi contattare Federico, con la richiesta di raggiungerla al circolo, dove gli chiede aiuto per una questione molto delicata, di cui suo cognato non deve sapere nulla: soffro di mal di schiena e nessuno riesce a risolvermi il problema.
Se vuole, posso procurarle il contatto di un luminare, il dottor Faraone, il medico che mi ha rimesso in piedi. Oh, te ne sarai davvero grata! gli assicura e una volta a casa la nostra contessa, approfittando di un allontanamento di Umberto, chiama il medico, e con tutto il suo charme e soprattutto con il cognome illustre gli chiede informazioni su Federico.
Dal pomeriggio Agnese e Armando si sono trasferiti in caffetteria, dove, sul retro, danno una mano ai ragazzi. A dire il vero, a fare tutto è la nostra Amato che segue la ricetta di Laura e sforna una grande quantità di biscotti. Il problema è risolto. Laura è contenta e anche i ragazzi che, recuperato un passaggio in macchina, portano il lavoro del team al circolo. È l’occasione giusta per Agnese e Armando per restare soli.
Così si lasciando andare alle coccole e a un lento e sensuale ballo, durante il quale Agnese, senza accorgersene, perde un orecchino.
Cosa dire? Poveri Agnese e Armando, oggi non avrebbero problemi a frequentarsi, con un marito latitante e una moglie morta, molti anni prima. Forse i figli di Agnese farebbero qualche resistenza anche oggi, ma poi si lascerebbero convincere da Armando. Invece a quei tempi…
Finché non si scopre la sorte del signor Amato, la nostra Agnese potrebbe essere punita anche legalmente e ovviamente non se lo merita.
Per quanto riguarda Pietro, santo Vittorio subito! E pensare che non ha figli! Invece è bravissimo a trattare con un soggetto che ti ruba gli schiaffi. È chiaro che Pietro ha dei problemi, ma io non so se sarei in grado di reggerlo. Sono sincera. Per un genitore è una croce da portare, ma per uno zio è un po’ diverso… Da telespettatrice mi mette ansia e mi annoia, perché so che ne combinerà una delle sue, ma ci sta, perché sti poveri autori si devono pure inventare qualcosa che non siano solo figli illegittimi e coppie innamorate…
Ho sorriso al pasticcio dei ragazzi, alla comprensibile reazione di Laura e alla soluzione di Agnese.
Per il resto, attendo lunedì.
Buon fine settimana.

Invece secondo me la tattica di Vittorio del tipo militare non mi pare poi così riuscita. E' vero che il ragazzo è indisciplinato e ha bisogno di regole e di essere un po' raddrizzato, ma ho l'impressione che in parte sia ribelle per reazione, forse perché hanno sempre deciso tutto per lui e lui cerca di attirare l'attenzione in quel modo.
RispondiEliminaVittorio non risolve il problema in tal modo. Prima capisce perché il ragazzo si comporta in quel modo, prima capirà quale è la maniera giusta per interagire con lui, ma usare la mano pesante e basta per me peggiora la situazione, rischia di far diventare Pietro ancora più ribelle.