Agnese prova a parlare con suo marito e gli dice, senza
problemi: se hai tanta nostalgia di Partanna, sei libero di tornare!
Rocco bussa all’appartamento delle ragazze, cercando Maria.
Lo riceve Anna che avvisa la sua amica e corre al lavoro. Quando mi avresti detto
la verità? Scusami. Non volevo mentirti… Non volevi mentirmi? Maria, io ti amo,
ma nessuno mi dice dove devo andare a vivere. Con gli occhi pieni di pianto, la
nostra ricamatrice gli rivela: Non te l’ho detto, perché non volevo che rifiutassi
la proposta della squadra. Scusami. Rocco l’abbraccia. Ci parlo io con tuo
padre.
Armando sale da Vittorio, per fargli firmare dei
documenti. Il nostro Conti racconta a
Ferraris la situazione con Marta, ma gli dice di aver deciso di provare a salvare
il suo matrimonio. Per questo oggi sarò via per tutto il giorno.
Cosimo torna a casa, con la colazione, e trova Gabriella al
lavoro, per De Fois. Le chiede se sta pensando alla proposta del suo mentore,
ma lei gli chiede tempo.
Maria arriva in atelier e trova Agnese che le chiede perché
non le abbia parlato dei suoi problemi con suo padre. L’ho detto a suo marito… Maria,
non hai capito che quei due hanno la stessa testa? E quindi? Cosa devo fare io
adesso? Non voglio che Rocco si sacrifichi per me. Fai bene, ma non rinunciare
neanche ai tuoi, le risponde la nostra signora Amato.
In caffetteria Marcello prova a mandare Salvatore a ritirare
la planetaria, ma Amato si sottrae. La signora Venturini vuole te.
Entra Rocco depresso. Racconta loro i problemi con il padre
di Maria e dice loro che vorrebbe chiamare il signor Puglisi. Marcello lo
incoraggia a fronteggiare il siciliano, ma Salvatore gli assicura che prenderlo
di petto non gli servirà. Rocco s’innervosisce e li manda al diavolo, per precipitarsi
al telefono e chiarire la situazione con il futuro suocero.
Il giornalista contattato dalla Gramini la raggiunge al
circolo e le racconta di aver scoperto che la Brancia ha fornito un alibi al
barista. Dunque, avevo ragione… Sì, ma prima parlerò con l’innamorato. Mi fido
di lei. Come posso aiutarla? Mi dica dove trovarlo.
Marta ha organizzato un pranzo con suo padre, sua zia e
Federico per salutarli. Ha chiuso le valige… Perché non venite a trovarmi a New
York? Ah, guarda, io verrei volentieri, le assicura Cattaneo. Come farò quando
avrò bisogno di voi? Ci basterà chiamarci! le assicura la nostra contessa,
appoggiata da Umberto. Brindano al radioso futuro che la aspetta.
Rocco torna in magazzino, depresso. Armando gli chiede cosa sia
successo. Maria ha cambiato idea? No, lei no. Mio suocero, sì. In che senso? Mi
ha detto che se voglio sua figlia, devo andare a Partanna. I Puglisi hanno
ereditato delle terre e vogliono qualcuno che se ne occupino… Perché? Non hanno
altri figli? Sì, ma sono tutti piccoli e lui dice che le mie sono tutte
illusioni. Non è vero. Tu hai la stoffa del campione e comunque non devi
permettere a nessuno di dirti se ce la puoi fare o meno! Se sono così bravo,
perché non mi portano il contratto? Li chiamo? No, mi devono chiamare loro. Hai
ragione. Aspettiamo e vedrai che la chiamata arriverà.
Il giornalista arriva in caffetteria e avvicina Marcello. Sto
scrivendo un pezzo sul malfunzionamento della giustizia in Italia. Non ho nulla
da dire. Come? Si è fatto due settimane in carcere, innocente, e non ha nulla
da dire? No. Non è grato alla persona che le ha fornito un alibi? Vedo che sa
già tutto. Dunque non ha bisogno del mio aiuto. Se cambia idea… Il giornalista
gli lascia il suo biglietto.
Gabriella scende in negozio, cercando Vittorio. Si avvicina ad
Armando e a Beatrice che la informano che è alla ditta Palmieri. Vuole che lo
chiami? le domanda Beatrice. No, aspetto domani. Se verrà… Perché? Cos’è
successo? Armando e la nostra ragioniera gli spiegano che domani Marta parte.
Marcello raggiunge Ludovica al Circolo. Ti devo parlare, immediatamente.
Che c’è? Ho ricevuto una visita strana in caffetteria. Un giornalista che aveva
informazioni sulla mia situazione. Voleva sapere chi mi aveva fornito l’alibi. Naturalmente
non gli ho detto niente, ma sembrava ben informato. Marcello, dobbiamo fare attenzione
e se lo rivedi, fammi sapere. Certo.
Marta è impegnata nella stesura di una lettera per le Veneri,
che però non la convince. La avvicina la zia e la invita a sedere con lei. Gli
addii, quando sono per sempre, devono essere rapidi. Noi, però, possiamo
prenderci tutto il tempo necessario e per salutarci, le chiarisce la zia,
porgendole uno scrigno che contiene una spilla. Ma è la tua? Te la ricordi? Ne
aveva una anche la mia mamma. Non posso accettarla. Apparteneva alla nonna. Proprio
per questo, devi farlo. Tu sei la figlia che non ho mai avuto. Mi mancherai
tantissimo, zia! Anche tu, tesoro mio, infinitamente! Si abbracciano.
Marta passa per il Paradiso e incrocia Gabriella che scende
dai piani superiori. Si abbracciano, salutandosi. Marta, l’importante è che tu
sia convinta delle tue scelte. In verità non lo sono. Mi sento divisa tra il
desiderio di realizzarmi professionalmente e la consapevolezza che sarà dura
stare lontana da Vittorio.
Maria incontra Rocco sul ballatoio per parlargli. Allora?
Niente. Non ha cambiato idea. Aspettiamo… Aspettare? Io devo firmare il
contratto e devo andare a Roma… Ma prima voglio fare le cose per bene, sposandoti.
Rocco, però, io ci tengo al consenso dei miei. Maria, una soluzione c’è… Quale?
Potremmo pensare a una fuitina. Rocco! Maria, solo per finta. Non ti mancherei
mai di rispetto, ma tuo padre non lo saprebbe e dovrebbe piegarsi… Va bene!
Facciamolo!
Marta gira per il negozio, rivedendo i posti a lei cari.
Vittorio la raggiunge. È difficile dire addio, vero? Sarei passato a salutarti?
Sono qui. Si sente il nitrito di un cavallo in strada. Marta guarda suo marito…
Vuoi farmi rivivere il passato? No, vorrei mostrarti il futuro: una casetta
dove andremo a vivere insieme, con un cane, per passare per la pinacoteca dove
esporrai le tue fotografie… Vittorio, perché mi fai questo? Perché ti amo!
Vieni con me? Marta lo segue.
Ma dove lo trovi un uomo così? Marta sei pazza! Non partire. Non
ti conviene! Senza considerare tutto il resto…
Rocco, bravo! Finalmente una soluzione! Provate a fuggire,
così spiazzate il signor Puglisi e pure Giuseppe. Non è giusto che tu sacrifichi
i tuoi sogni, per continuare a essere trattato come un mulo di fatica. Tua zia
ti ha richiamato a Milano, proprio per evitare che ciò accadesse!
Gabriella tergiversa e qualche cosa mi dice che non andrà via
da Milano. Almeno non subito, anche se, a essere sincera, preferirei che lei
seguisse suo marito, per far entrare aria nuova al Paradiso, con la prossima
stagione. Altre centosessanta puntate con un tira e molla tra Salvatore,
Gabriella e Cosimo non si può reggere.
Per il resto, bello il saluto tra zia e nipote, ma oramai
Marta mi provoca l’orticaria con i suoi tentennamenti. Lasciasse Vittorio, con
tanto di annullamento del matrimonio, per tornare, magari, di tanto in tanto,
come figlia di Umberto. Donna libera e indipendente, ma lontana da un uomo che
non ha saputo apprezzare abbastanza.
Per quanto riguarda Ludovica e Marcello, mia cara Brancia di
Montalto, è giunto il momento di fare il grande salto! Trova il coraggio di dire
al mondo che sei fiera di amare Barbieri. Non è giusto che lui continui a pagare
per colpe che non ha. Non ha scelto di nascere povero, come tu non hai nessun
merito per essere nata in una famiglia altolocata. Cosa vi rende degni l’uno
dell’altro è la vostra capacità di riconoscere nell’altro un pezzetto di voi
stessi.
Detto questo, appuntamento a domani, come sempre, per la
penultima puntata di questa stagione, e alle 17:00, sulla pagina Facebook di
RAIPLAY per l’incontro con i protagonisti di questa stagione.

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